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Un’insolita forma di esposizione per i vostri oggetti da collezionare che vi consentirà di sfruttare il piano come tavolino da té.
Questo tavolino bacheca vi permetterà di esporre, proteggendoli, gli oggetti ai quali tenete di più. Il suo piano, un elemento rettangolare sostenuto da una base, è sormontato da una cornice articolata che funge da telaio per un vetro. (È quindi sempre possibile sollevare questo coperchio per accedere agli oggetti che protegge).
La costruzione di questo mobile si esegue in tre tempi. Prima di tutto bisogna montare il top, che sarà quindi assemblato sulla base. Infine, costruirete la cornice che sarà articolata sul retro del top. Nessuna di queste fasi presenta grandi difficoltà.
In fase di finitura, il fondo viene imbottito con tessuto; il legno può rimanere grezzo, se utilizzate come in questo caso del pino (può anche essere incerato o verniciato). È una scelta da fare in funzione dello stile degli oggetti esposti e di quello della decorazione del locale, nel quale porrete questo tavolino.
MATERIALE NECESSARIO
Prodotti
Doghe e listelli di pino
Compensato di 12 mm di spessore
Vetro di 4 mm di spessore
2 cerniere e 2 fermi a compasso
Chiodi a testa tonda, viti a testa svasata e colla vinilica
Utensili
Squadra e riga
Cassetta per ugnatura
Sega a dorso – Scalpello
Martello
Punteruolo
Succhiello e cacciavite
Carta vetrata
SCHEMA DI ASSEMBLAGGIO
Lo schema sotto riportato consente di rendersi conto del modo in cui è montato il nostro tavolino. L’elemento principale è costituito da quattro lati (dei listelli assemblati ad angolo retto mediante piccoli listelli avvitati negli angoli). Il fondo poggia su un telaio inchiodato nei lati. Per l’assemblaggio con la base, le estremità dei longheroni sono state intagliate a metà legno. La parte superiore delle gambe è intagliata allo stesso modo prima di essere fissata con colla e chiodi. La formazione del coperchio richiede soprattutto una notevole attenzione al momento del taglio delle bacchette, che devono essere assemblate ad ugnatura (mediante listelli). Costituiscono il telaio a vista nel quale devono essere montate quattro bacchette formanti una scanalatura. È qui che sarà montato e bloccato in posizione il vetro, mediante una cornice di listelli.
TAGLIO
I colori utilizzati in questo disegno per il taglio del legno facilitano la localizzazione dei vari elementi che costituiscono il tavolino. Non dimenticate la tavola di compensato 29 di 12 mm di spessore che costituisce il fondo del top (1098 x 498 mm) né il vetro 30. Avrete bisogno di sei categorie di pezzi, doghe e listelli, di sezioni diverse. Dal momento che sarete costretti ad utilizzare le lunghezze standard che troverete in commercio, vi risulterà inevitabilmente qualche scarto che prima o poi vi sarà utile. Al momento dell’acquisto, assicuratevi che le doghe ed i listelli non siano piegati, perché questo capita spesso quando il legno immagazzinato ha subito delle variazioni di temperatura notevoli. È molto importante per ottenere dei buoni assemblaggi. Curate anche l’aspetto del materiale che rimarrà a vista. In fase di finitura, sarà semplicemente protetto con uno strato di smalto o di vernice trasparente (questo tipo di finitura facilita la manutenzione).
TOP
BASE
Le gambe sono assemblate nei lati a metà legno, per cui è necessario intagliare i pezzi a contatto a metà spessore. Notate che i longheroni assemblati nelle gambe dovranno essere preparati (tracciato e taglio con la sega) prima della formazione del tavolino. Livellate il fondo degli intagli con carta vetrata in modo che la faccia a vista delle gambe sia sullo stesso piano di quella dei longheroni. Quindi, assemblate con colla e chiodi. In seguito, prendete i punti di riferimento necessari per le bacchette che formano il telaio a vetri.
TELAIO PER VETRI
Per ricevere il vetro, il telaio deve formare una scanalatura, realizzata con due serie di bacchette. La prima è assemblata con listelli incollati e inchiodati nelle bacchette tagliate ad ugnatura. Attenzione! i listelli devono essere montati secondo i punti di riferimento presi in precedenza per non ostacolare la chiusura ulteriore del telaio. Le seconde bacchette, anch’esse tagliate ad ugnatura, sono avvitate nelle prime: sporgono leggermente verso l’interno della cornice cosi formata, creando la scanalatura necessaria alla posa del vetro.
ARTICOLAZIONE
Il coperchio è articolato sul tavolino mediante due cerniere incassate. Per bloccare il telaio in posizione aperta senza doverlo tenere, utilizzate due fermi a compasso. Questi accessori sono costituiti da un braccio fisso (in questo caso, avvitato nel lato del tavolino) sul quale può scorrere l’estremità di un fermo. Una volta che l’insieme è stato reso solidale, il suo posizionamento richiede una definizione precisa dei punti di riferimento: montate prima il fermo sulla parte fissa per determinarne la posizione sul coperchio, mentre quest’ultimo è aperto.
RIVESTIMENTO
L’interno del tavolino è rivestito con un tessuto il cui colore metterà in risalto gli oggetti esposti e che li proteggerà: un velluto andrà benissimo.
Pensate anche all’accordo necessario con i tessuti dell’arredamento del locale e con il colore delle poltrone che contornano il tavolino.
La posa di questo rivestimento si esegue un po’ come quella di una moquette: applicate il tessuto sul tondo (incollatelo con un biadesivo) e rifilate negli angoli con un cutter. Attenzione a non segnare il legno.
VETRO
Prendete le dimensioni precise sul fondo della scanalatura e togliete qualche millimetro alla lunghezza e alla larghezza prima di far tagliare il vetro. Se questo è troppo preciso, faticherà ad inserirsi, perché ci sarà sempre un leggero gioco nell’assemblaggio del telaio.
Una volta in posizione, il vetro è bloccato da una cornice di bacchette tagliate ad ugnatura e inchiodate nel telaio: questo assemblaggio deve essere stabile, in quanto queste bacchette impediscono al vetro di uscire dalla sua scanalatura.
Finiture
Prima di ricevere un prodotto qualsiasi di finitura, il mocile deve essere preparato: i chiodi devono essere accecati e i fori stuccati con stucco per legno: il legno stesso deve essere stato levigato con cura con carta vetrata.
Lavorate con un blocco per le superfici piane e smussate leggermente gli spigoli sporgenti. Fate seguire questa prima levigatura da una seconda, dopo aver bagnato il legno per far rialzare le fibre.
L’utilizzo di un impregnante è consigliato se questo prodotto conserva l’aspetto del legno proteggendolo. Potrete anche servirvi di una vernice trasparente che dà al legno un aspetto incerato pur conservando la resistenza di una vernice poliuretanica. Nel nostro caso, occorre prevedere tre strati, in quanto il pino è molto poroso. Una levigatura fine tra ogni strato è indispensabile.